| Santa Mama - Vogognano | autore: Comune di Subbiano |
Ultima località di Subbiano che segna il confine con Castel Focognano è Santa Mama, piccolo borgo sorto lungo un ansa del fiume Arno, con il paese che si...continua
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Immagine: Santa mama
Foto di: Ultima località di Subbiano che segna il confine con Castel Focognano è Santa Mama, piccolo borgo sorto lungo un ansa del fiume Arno, con il paese che si allunga seguendo il vecchio tracciato della statale e il cui nome è l'abbreviazione popolare del Santo di origine bizantina a cui è intitolata la sua Chiesa: Santa Mamante. La notizia più antica dell'abitato risale al 1022 quando Arrigo II Imperatore confermo' ai monaci di Santa Flora e Lucilla alcune proprietà.
Oltrepassata Santa Mama, lungo la SS. 71 si trova un bellissimo esempio di casa toscana la Casa Nova , con mole massiccia e con doppio portico a tre arcate e colombaia, risalente probabile al 1811, oggi è sede dell'azienda Agricola Cafaggini che alleva struzzi. A Santa Mama si sviluppata l'arte del ferro battuto con la ditta artigiana Caporali che propone anche una bella mostra.
Santa Mama è raggiungibile sia in auto che in treno infatti qui c'è anche una fermata della linea ferroviaria Arezzo/Stia, ma prima di giungervi s'incontra La Gravenna, con il suo ristorante Albergo, Calbenzano dove si può soggiornare all'agriturismo Magnani o fare una sosta per acquistare il buon miele prodotto dall' Apicultura Gualdani.
Ritornando verso Subbiano è consigliabile una deviazione verso Vogognano,
arroccato sulle pendici dell’Alpe di Catenaia il piccolo paesino offre un panorama stupendo dal piazzale della bella chiesa intitolata a S.Maria della Neve all’ombra di due secolari querce. Vogognano a vocazione agricola dove ancor oggi resiste la tradizione della benedizione degli animali e del pane per S.Antonio, dove per l’occasione l’intera comunità, con paret anche di quella di Subbiano si raduna nei grandi locali della Parrocchia per il tradizionale pranzo. Vogognano è anche un grande produttore di castagne ed è lì che si possono trovare anche i vecchi essiccatoi.
Come si raggiunge S.Mama:
Lasciato Subbiano, proseguendo verso il Casentino per la strada SS71, s'incontra Santa Mama dopo circa 8 km |
| Castelnuovo | autore: Comune di Subbiano |
Allo sbocco dell'Arno nella pianura che si allarga verso Arezzo, sorge in bella posizione panoramica Castelnuovo di Subbiano, con il castello di massiccia...continua
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Immagine: Castelnuovo il Castello
Foto di: Allo sbocco dell'Arno nella pianura che si allarga verso Arezzo, sorge in bella posizione panoramica Castelnuovo di Subbiano, con il castello di massiccia mole con il borgo dominato dall'alta torre che domina in posizione strategica la vallata.
Il Castello posto sopra una rupe si vede da lontano incorniciato dai cipressi e per arrivarci occorre lasciare la strada statale 71 umbro-casentinese
Il parco ai piedi del Castello è ricco di piante ed essenze del luogo alle quali si mischiano grandi palme che conferiscono all'insieme un aspetto tipico dei primi decenni del novecento.
Un Castello questo un po' anomalo rispetto agli altri esempi casentinesi, molto romantico nell'aspetto esteriore, con forme chiaramente del XV secolo, epoca in cui fu ricostruito. La prima notizia del Castello risale al 1022 quando era conosciuto con il nome di Sesto, nome di origine romana forse indicante il sesto miglio di distanza da Arezzo. Con Caliano, Bibbiano, Subbiano, La Nussa e Montegiovi faceva parte del sistema difensivo longobardo. Il Castello ebbe vicende storiche tormentate che culminarono nel 1130 con la sua distruzione ad opera del governo dei consoli aretini in guerra contro il poterre vescovile e l'abate di Santa Fiora. Furono i monaci benedettini a ricostruirlo e gli diedero il nome di Castelnuovo, ma nel 1170 fu distrutto di nuovo e poi ricostruito, finchè nel 1400 ceduto dalla Signoria di Firenze a Simone della Fioraia ambasciatore di Firenze come ricompensa per le sue imprese diplomatiche fu trasformato in casa da signore con abbellimenti rinascimentali che si ritrovano sia all'esterno che all'interno.
La cappella del Castello è stata stata affrescata nei primi anni del cinquecento da un allievo di don Agnolo di Lorentino, le cui opere sono molto comuni nelle chiese del contado aretino.
Molto bella e d'impatto la parte alta della Torre con beccatelli e merli e con le caditoie sotto le arcatelle che sorreggono lo sporto.
Oltre alla torre, anch'essa rimaneggiata, la corte interna è l'elemento che più mantiene inalterato il carattere medievale, seppure parzialmente rinnovato in caratteri neogotici, da notare come la scala del cortile interno riprende le forme di quella del cortile del Castello di Poppi.
Anche la porta, detta Porta Vecchia, è ben conservata e ai suoi lati sono murati gli stemmi di nobili famiglie della zona.
A Castelnuovo oggi è presente l'Ecomuseo della Casa Contadina.
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| Falciano | autore: Comune di Subbiano |
Passaggio obbligato per raggiungere l'Alpe di Catenaia è Falciano detta piu' semplicemente Catenaia vivace e schietta dove un buon ristorante è sempre pronto...continua
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Immagine: Falciano Paesaggio
Foto di: Comune di Subbiano Passaggio obbligato per raggiungere l'Alpe di Catenaia è Falciano detta piu' semplicemente Catenaia vivace e schietta dove un buon ristorante è sempre pronto anche a preparare buone merende e buoni piatti casalinghi.
La zona, luogo di passaggio tra la valle del Tevere e quella dell'Arno, è un antico insediamento dove si stabilirono forse gli etruschi e certo i romani.
Queste pendici boscose che preludono alle vette dell'Alpe di Catenaia furono un tempo abitate da pastori e agricoltori e videro un castello dove si affermò la stirpe dei conti Alberti di Catenaia.
Posto a 506 m. s.l.m. Falciano offre soggiorni tranquilli e freschi durante la calura estiva e la possibilità di raggiungere in soli 5 km il centro di Subbiano. Qui completamente ristrutturato si trova infatti il vecchio Borgo Ghiora con 21 case vacanze meta preferita dagli stranieri del nord Europa.
Prima di lasciare Falciano fermatevi in località il Mulino, riconoscibilissima per il grande botaccio nelle cui acque si rispecchia sovente il sole, perchè è interessante andare a scoprire i mulini ad acqua delle famiglie Mattesini in perfetto stato di conservazione e funzionanti con la macina in pietra, oggi utilizzati soprattutto per la macinatura delle castagne, ottima infatti è la farina per buonissimi baldini e polente di castagne.
Da Falciano si raggiungono i luoghi dell'Alpe di Catenaia o attraverso una strada asfaltata che segue l'andamento della montagna ci si può trasferire in Valtiberina per andare alla scoperta di Caprese Michelangelo paese natio del grande Michelangelo, di Anghiari, Sansepolcro per scoprire Piero della Francesca.
Da Falciano si raggiungono i luoghi dell'Alpe di Catenaia o attraverso una strada asfaltata che segue l'andamento della montagna ci si può trasferire in Valtiberina per andare alla scoperta di Caprese Michelangelo paese natio del grande Michelangelo, di Anghiari, Sansepolcro per scoprire Piero della Francesca
Savorgnano è un incantevole luogo posto in un altura tra boschi di castagni, l'abitato si stringe intorno ad una graziosa chiesa intitolata ai Santi Biagio e Cristoforo di forme seicentesche, con piccolo campanile a vela a due luci con una campana di epoca tardo medievale e sempre dello stesso periodo è la casa davanti alla canonica. La suia origine pare sia dovuta ad una funzione di controllo della strada che collegava le due vallate quella del Tevere e quella dell'Arno. Oggi offre la possibilità di vivere un soggiorno ameno nell'agriturismo "Savorgnano".
Come si giunge a Falciano: da Subbiano proseguendo a nord per il Casentino , sulla SS.71 a poche centinaia di metri c'è la deviazione per Falciano, si lascia la starda SS.71 per proseguire per la strada provinciale 57 |
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Primo piano: “Il Grande spettacolo dell’Acqua- Gerardo Maiella il Santo del Popolo”
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